mercoledì 22 dicembre 2010

Fanno più rumore le mie lacrime ora di tutti i treni che partiranno da questa stazione.

domenica 12 dicembre 2010

La gelosia genera in me una tale forza da saper trascinare tutto il mio corpo verso il precipizio mentale che è il mio annientarsi per evitare di arrendersi.
E non riesco a controllarlo.

domenica 5 dicembre 2010

Attonita, completamente in balia di tutti i tuoi secondi di silenzio.
Nessun potere né controllo sui brividi dietro alla mia schiena.
Muovere i miei fili davvero non ti costa fatica alcuna?






Le nostre labbra non dovrebbero staccarsi.

giovedì 2 dicembre 2010

Mi basta guardarti per sentire caldo.
E vorrei sentirti su di me, mentre affondo le mie unghie nella tua schiena.
E farti spalancare gli occhi, da tanta sorpresa.
Tu che quando quasi mi tocchi, mi uccidi.

martedì 30 novembre 2010

Più mi affanno e più il tempo torna indietro.
Mi guarda, ghigna, poi si gira ed è un attimo.
Impara la direzione, giullare di corte, e fa il tuo dovere.
Scorri.
Corri.
Da me.

sabato 27 novembre 2010

Sono morta e risorta in sogno con te.
Poi mi sono svegliata ed ho cominciato a sanguinare.

venerdì 26 novembre 2010

Mi innamoro di tutto ciò che è impossibile.
Difficile.
Improbabile.
Folle.

martedì 23 novembre 2010

Sei ancora in grado di farmi sorridere solo con un soffio del tuo respiro.
Solo con il gesto più piccolo.
Con ogni minima cosa fatta per me che ti appartiene.
Quanto potere, ancora.
Ma oggi va bene così.
Oggi metto le mani in preghiera e sorrido.

lunedì 8 novembre 2010

domenica 7 novembre 2010

Ricordo perfettamente da chi mi stavo facendo scopare mentre mi mandavi messaggi d'amore.
La storia più bella della mia vita l'ho persa perché siamo due stronzi.
Potevamo gestirci, calibrarci.
Potevamo continuare a vivere invece di mandare avanti l'orgoglio a combattere.
Hai visto? Siamo tornati a casa solo pieni di ferite che non saprei davvero come lenire, o con chi.
Di te mi è rimasto solo il tuo sangue addosso, mischiato al mio ed alla polvere.
E non so più riconoscere il mio dolore dal tuo. Ma non l'ho mai saputo fare.
Scarnificata, mi hanno aperto il petto a mani nude e mi hanno chiesto di non sentire più nulla, strappandomi il cuore, strappandomi te. Mi hanno pregata di far finta di niente, di non vedere il buco, di pensare che lì non ci fosse mai stato niente.
E per un po' ci ho anche provato, gli ho creduto, gli ho dato fiducia.
Ho dato fiducia ad ogni singolo ciarlatano che blaterava che non era più importante ormai.
Ma non mi pare.
Con tutto quello che ho da leggere, leggo te, con tutto quello che ho da fare...
E non mi sembra giusto dirtelo, anche se le urla posso solo soffocarle.
E appena penso a quello che eravamo, a cosa rappresentavi, a cosa volevi essere, a quello che mi facevi provare, vedo le dita che si muovono freneticamente sulla tastiera, quasi a credere che una volta buttato fuori tutto ciò che amo di te, poi non lo sentirò più e starò finalmente in pace e comincerò ad accontentarmi di tutto il resto credendo fermamente di essere felice.

Ma non sono felice, lo vedi quanto scrivo?

sabato 6 novembre 2010

Le persone mi interessano mediamente per una decina di giorni, poi comincio a ricordarmi che non sono Lui.
Sono una scogliera a picco sul mare, la gente prova a camminare con me ancora un po' ma finisce solo per sfracellarsi sugli scogli dei ricordi di dolore.

venerdì 22 ottobre 2010

Arriva un momento in cui smetto di dire quello che penso e comincio a dire quello che è meglio che dica.
Mi sono innamorata solo di chi ha saputo piangere di fronte a me, su di me, per me.
Io ero totalmente tua.
Respiravo per te, c'era una pellicola di te sopra tutta la mia vita.
Ma come ogni pellicola, mi impedivi di respirare.
Ma ero tua, lo sentivo ora e lo sento adesso, mentre la mia anima mi parla da lontano.

giovedì 14 ottobre 2010

Datti la possibilità di avere paura di me e di dovermelo dire.
Di dovermi fermare.
Crea le condizioni per poterti pentire.
Fai in modo ch'io possa scegliere come e quando uccidere le tue difese.
Lascia che io ti spogli di tutto ciò che di razionale ancora rimane addosso.
Addosso a te.
Scegli di avere solo la mia arte addosso a te, e non ti ricorderai nemmeno più di dover tornare.
Le mie parole ti ghiacciano il petto, entrano nei tuoi pensieri senza chiedere permesso e si rovesciano su ogni centimetro del tuo corpo, con doppi sensi di colore diverso.
Se rimani immobile farai meno danni, mentre la vernice di tutto ciò che voglio gocciola.
E quando me ne vado sei ancora lì, a dover spiegare perché non c'è ordine tra le tue lenzuola.
Ma ciò che non capisci, è che di questo mi nutro.

Portarti al limite e guardarti.
Ecco il mio piacere.
Sapere di non lasciarti altra scelta se non quella di leggere e non saper contenere le reazioni.

mercoledì 13 ottobre 2010

Affannarsi per stare al passo con i desideri che non hanno pazienza di aspettare.
E fidarsi, esporsi, condividere i pensieri con chi mi sta facendo muovere.
E sentire in risposta solo il rumore delle lame.

martedì 12 ottobre 2010

Speravo cambiasse.
Volevo cambiasse.
Temevo cambiasse.
Invece a stento respiro.

lunedì 11 ottobre 2010

Rimango in silenzio, vicino al tuo orecchio.
Canto bugie nella tua ninna nanna.
Resta sdraiato, non ti svegliare.
Continuo a leccare il tuo filo di Arianna.
Non pentirti, non domandare.
Voglio sapere cosa stai sognando.
Sogna di me, di cosa è reale.
Sopra al tuo corpo mi sto già appoggiando.

domenica 10 ottobre 2010

Cercare di assaporare la normalità sulla pelle, di far caso al banale, di aprirsi nuove possibilità... E poi accorgersi che la realtà che stiamo cercando di ammirare per quella che è, è stata pitturata di un unico colore dal pittore che abbiamo così disperatamente tentato di lasciar fuori dal campo visivo.

venerdì 8 ottobre 2010

Vorrei prendere, ora, così come sono, uscire.
Fare miliardi di chilometri cambiando 20 linee diverse, perdermi, dover timidamente chiedere aiuto ad un passante per cercare un posto che nemmeno so come si pronunci né cosa faccia.
Tutto per arrivare sotto al palazzo che contiene i tuoi grandi occhi verdi, guardare in alto ed immaginarti seduto dietro una di quelle finestre, sentirti così vicino.
Insultarmi ed andare via.
Esci dai miei sogni.

martedì 5 ottobre 2010

La sensazione di una sceneggiatura in testa che ti costringe a sorridere. Il bisogno di sapere di più, di entrare nel dettaglio. Un urlo come esibizione. Dover dosare ciò che sono, ed assieme esplodere. Pseudo attenzioni.
Sentirmi reale.

E sapere che non durerà.

giovedì 30 settembre 2010

Più a fondo. E comprendere, capire chi sei, come ti dipingi, che colori usi, come si chiamano.
Incessante stretta.
Vergogna di non riuscire ad essere me, bisogno di controllare il naturale, perché non sei pronto.
E sono stanca di averti solo nei miei livelli, non andrò mai abbastanza a fondo da sola da smettere di avere sete.
Briglie, ancora troppe briglie.

martedì 28 settembre 2010

Sfogliami e strappa le pagine che mi hanno fatto male. Io sono stanca di leggerle.
Brucia l'inchiostro che mi ricorda che sono debole e rilegami con attenzione e cura dei dettagli.
E poi scopri la mia storia e quante parole sono capace di usare.

sabato 11 settembre 2010

Di tutti i miei viaggi in acqua sei l'unico che sa scorrere e concludersi.
E' da tempo che esiste questa energia racchiusa nella contemporaneità.
Oggi questa mia energia compie tre anni.
Undici Settembre, che racconta molte cose per essere solo un giorno.
Ma è la data più appropriata.
D'altra parte questo blog è tutto un'esplosione.

Un'esplosione di me.

mercoledì 8 settembre 2010

Sono contenta ogni volta che te ne vai.
Tu mi hai portata a sentire questo.
Subdolo burattino con troppi fili per piacere veramente.
Capriccioso incompreso.
Fingere non ti aiuterà ad uscire dall'assenza di colore che porti dentro alla tua borsa di tela nera.
Non c'è parola che tu dica che non mi impressioni.
La tua presenza è un incessante motivo di disgusto e negazione.
Ed è per questo che.
Sono contenta ogni volta che te ne vai.

lunedì 6 settembre 2010

Tutti tranne chi vorrei.
Faccia scura nelle epoche.
Torna indietro nei miei mondi.
Mi trovi sempre lì.

sabato 4 settembre 2010

Sei vigliacco persino nei ricordi e attacchi alle spalle.
Il modo in cui mi toccavi che mi strozza da dietro, braccio della tua lingua.
La tua voglia di me che non mi permette di respirare.
Le tue parole cariche di passione che annebbiano la mia mente.
La nostra perfezione che scava il mio nero cuore a pezzi.
Quanto ancora dovrò bruciare prima di liberarmi di te?
Fiammate improvvise, ecco cosa sono i ricordi di noi.
E non basterebbe l'oceano a spegnermi.

giovedì 26 agosto 2010

Sono la terza di copertina, quando sai che sta per finire tutto e ti crogioli nell'ultimo istante.

venerdì 20 agosto 2010

Quel dolore lancinante che da solo non potresti mai provocarti.
Quell'uncino nello stomaco che non saresti in grado di infilarti senza un aiuto nemmeno volendo.
Gli Altri.
Chi più, chi meno.
Sono gli Altri a fare male.

domenica 1 agosto 2010

Ricordi in agguato.
Ed io non ho mai fatto esercizi di stile.
La amo così tanto da seguirla a tutte le velocità.
Potrei affannarmi per starle dietro o pazientare per aspettarla.
Ma non finirei mai di averla accanto.

sabato 10 luglio 2010

Tutto questo pensare alla strada mi fa solo capire che ho bisogno di camminare.
Ho mandato tutto a puttane, indicando con minuziosa precisione ogni svolta.
Lui è scheggia, è ombra, è passo
è foglio, è mare, è oceano.
Libri che non ho il coraggio di leggere.
è lacrima ricacciata indietro
pericoloso ricordare
è parole, su carta trovata
serviva ad altro ed ora è per lui
tutto ora è per lui, vago destino comune
di ciò che mi appartiene.
Piangere sul suo petto e urlare dispersi
nel nulla delle mie recondite fantasie.
Smettere di credere nell'angoscia.
Lancinante, perpetuo.
Indispensabile, amaro desiderio di te.

mercoledì 7 luglio 2010

Vorrei non dormire mai, non sopporto i miei sogni. Vorrei poter restare sempre sveglia, per controllare i miei pensieri.
Il buio spezza la corda che tiene imbrigliati i miei desideri.
Metto chilometri tra di noi e già mi sento meglio.
Eri acciaio che trascinavo sull'asfalto ed ho preferito lasciarti lì.

domenica 27 giugno 2010

Mettere l'orgoglio da parte, lanciarsi.
Ed in caduta libera non sapere se si toccherà il suolo e, nel caso, fra quanto. Quanto dista. Quanto manca al possibile schianto. Ma già che sei in aria e il resto non lo puoi controllare...e goditi sto viaggio.
Aria, solo tanta aria. E le persone minuscole, la città al tramonto. Un possibile compagno di viaggio si fa largo tra la folla e cattura il tuo sguardo, ed è sempre più vicino. Lo porterai con te? Durante questo volo lo terrai per mano? Ma perché lo stomaco sta facendo così male?

DOLORE. Schianto.

Immobile. Se anche solo pensi di muovere un arto urli. Devi stare fermo. Tutt'uno con l'asfalto, piccoli frammenti di cemento nella pelle tatuano la tua stupidità. Dovevi immaginartelo. La legge di gravità non era proprio dalla tua, per non parlare di quella di Murphy.
Però in fondo sai che ci dovevi provare.
Ti stai giudicando, ti stai offendendo ed in bocca hai il sapore del tuo sangue e del tuo soltanto.
Nessuno si è buttato con te. Eri solo e lo sei ancora.

Questa ci vorrà un po' per digerirla.

sabato 19 giugno 2010

E' vergognoso il potere che hai di farmi male.
Smetti di piangere su di me.
Rimango costantemente fredda ed è una temperatura che non mi appartiene.
Vorrei non aver nulla sulla mia pelle ed invece mi ritrovo ad avere il tuo ricordo ma non te.
I sensi di colpa levigano il mio corpo fino a farmi assumere una forma totalmente sbagliata.
E finisco per darti ragione, pur non volendolo.
Non serve a nulla opporsi.
Inerme.
Smetti di piangere su di me, o rimarranno solo lacrime ed io verrò cancellata.

venerdì 18 giugno 2010

Ho sempre dovuto dimostrare più delle altre, mi hanno sempre chiesto il massimo anche se non sapevo come arrivarci. Ancora non ricordo come io abbia fatto.
Ed ora nella normalità non mi ci ritrovo, sono stata programmata per un altro livello che non è questo.
Forse il mio tempo è già passato ed ora devo solo aspettare di spegnermi.

giovedì 17 giugno 2010

...è solo che avrei voluto costruire tutto con te.
Avrei voluto costruire me...

mercoledì 16 giugno 2010

La vetrata di fronte a me, bagnata, in movimento. Un'enorme finestra sui monti. I pini provati dalla pioggia, si piegano, chini, in silenzio.
Un'ambientazione futuristica qui. Novembre. Luci soffuse.
Un po' di cenere cade sui tasti, con l'altra mano abbraccio una tazza fumante.
Un sottofondo perfetto, nessun rumore tranne quello scelto da me.
Una boccata di libertà ed una di nicotina. Un alternarsi perfetto.
C'è qualcosa di estremamente sensuale in tutto questo.
Ed è ancora più sensuale raccontartelo.

lunedì 7 giugno 2010

Avrei potuto rimanere e fingere di c'entrare qualcosa, avrei potuto mentire a voi e a me e lo avrei fatto con un sorriso sincero sulle labbra.
Ma non è tempo per me, non più.
Sono vere allo stesso modo due cose che ho sentito da voi.
I Die Without You.
E se penso a tutto ciò che mi avete dato, questo sentimento si autoalimenta e non svanisce, ma trattengo le lacrime per l'emozione che ogni volta voi sapete darmi. Voi che siete entrati a spintoni in una vita chiusa, la mia, una vita fatta di diffidenze e pesi da portare da sola. Voi che non avete bussato e ora, anche se non ci siete più, vi sento ancora vociare nella mia testa.
Che non mi avevate detto che la vostra assenza mi avrebbe fatto male. Ma l'ho scoperto comunque.
Se mi fossi focalizzata su questo sarei rimasta, vi avrei abbracciati, stretti forte e ancora più forte.
Ma oggi, lì, io ero fuori posto. Non cantavo con voi, non dividevo il "palco", non ero la fonte di nessuno dei vostri sorrisi.
Non è tempo per me, non più.
E devo agire secondo quello che provo adesso, ora.
Perchè lo avete detto voi... Purtroppo, per fortuna e senza scampo.
No Day But Today.



Irene

venerdì 4 giugno 2010

Ciclicamente torna la sensazione di aver cercato invano.
Tenerti con me, valida ipotesi che spesso non osservo con sufficiente cura.
Oppure dimenticarti, unica alternativa possibile. Sentirsi d'un tratto vuoti, ma proprio per questo liberi dal dolore.
Decidere che siamo nostri, oppure non ricordare nemmeno di esserlo stati.
Solo questo dovrebbe accadere.
Perderti non ha mai avuto senso.
...e come il tempo, non so cosa voglio fare.

mercoledì 19 maggio 2010

La verità è che non ti voglio con me.
Ti penso, perché spero che il dolore mi ricordi che eri vero.
Ti leggo, perché sono semplicemente una maniaca del controllo. E perché, ancora una volta, sono alla ricerca della pena.
Ti ascolto, perché mi stupisco che la tua voce non mi faccia effetto.
Ti scrivo, perché suppongo si debba fare così.
La verità però è che vorrei solo pensare che forse non eri così importante se ora mi sento così.
Vorrei solo leggere ciò di cui ho più paura, per vedere se fa poi così male.
Vorrei ascoltare solo la tua voce pentita senza provare rimorsi.
Vorrei scriverti che sto andando avanti ed ho già altri pensieri.
Ma non credo si possa fare.
L'unica cosa possibile è tornare ad una scrittura criptica, che potrebbe essere per te, potrebbe essere per lui, potrebbe persino non avere destinatario alcuno, o averli tutti.
Potrei stare scrivendo per il mondo, potrei stare scrivendo in lingue diverse. Non te ne accorgeresti.
Perché tu non mi hai mai letta, tutte le mie parole non conoscono nessuno dei tuoi respiri.
E allora che continui ad essere così.
La verità è che non ti voglio con me.

domenica 16 maggio 2010

R

Vorrei poter sposare ogni tua parola.
Impegnarmi con tutte quante e regalarti così una parte di me per sempre.